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Revocazione storica della processione del Cristo morto


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Quella del venerdì Santo di Orte è sicuramente una delle rievocazioni più suggestive della Tuscia, una manifestazione di fede alla quale i cittadini partecipano con tanta devozione.

L’evento religioso più atteso dagli ortani è infatti la Processione del Cristo Morto, che è la più antica d’Italia. Le Confraternite Riunite di Orte portano avanti questa tradizione che dal 1200, seppur con piccoli aggiustamenti, non ha cambiato forma.

Un atto di fede e preghiera che la città vive al buio, illuminata solo dalla luce delle fiaccole, che rendono il paesaggio magico e unico nel suo genere.

I gruppi (tra i quali la Confraternita di Santa Croce che nel 2015 ha compiuto ben 850 anni, risultando essere la più longeva d’Italia), si ritrovano nel tardo pomeriggio di venerdì Santo nella piazza del centro storico di Orte, per dar vita alla Processione: pesanti catene vengono trascinate dai piedi scalzi dei cirenei, piegati sotto il peso della pesante croce, che portano per espiare i peccati.

Sono cinquecento i partecipanti al corteo, tra confratelli e figuranti. La Veronica, La Maddalena e le piangenti partecipano suscitando emozioni di dolore. Tra i momenti più toccanti, sicuramente quello che vede la rappresentazione della distribuzione del pane, atto che precede la deposizione del Cristo.

Centinaia tra fedeli e curiosi arriveranno nel cuore della Tuscia per ammirare i festeggiamenti della Settimana Santa 2018 di Orte nel Lazio, in particolare questa rappresentazione così antica, che riporta alla luce l’anima più arcaica della regione.



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