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Autocertificazione

Dal 7 marzo 2001 le Amministrazioni ed i servizi pubblici non possono più chiedere i certificati ai cittadini in tutti i casi in cui si può fare l’autocertificazione. Questa è una delle novità più importanti del testo unico sulla semplificazione amministrativa.

Le nuove regole per la semplificazione dovranno essere fatte proprie dagli interessati - i cittadini - e applicate con puntualità dalle amministrazioni pubbliche, in un reciproco rapporto di collaborazione e controllo che non potrà che rafforzare il processo di partecipazione civica.

Le nuove regole in materia di documentazione amministrativa riducono e semplificano l'utilizzo di domande e certificati nei rapporti con le amministrazioni pubbliche (Stato, Regione, Provincia, Comune, Prefettura, Questura, INPS, Ispettorato della Motorizzazione, ecc.) e con i gestori di pubblici servizi (AMPS, ENEL, Ferrovie dello Stato, Poste, ACI, IACP, Telecom, Omnitel, TEP, ecc.).

L'autocertificazione può essere utilizzata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche e con i gestori di pubblici servizi, usando gli appositi modelli prestampati forniti dagli uffici pubblici, sui quali dovrà essere barrata la casella relativa alla dichiarazione di propiro interesse. Gli stessi modelli possono essere fotocopiati, scaricati da Internet o ricopiati su foglio bianco.
L'autocertificazione può essere presentata personalmente o anche tramite terzi e incaricati di agenzie, inviata per posta oppure trasmessa via fax o e-mail. Se non viene presentata personalmente dovrà essere accompagnata dalla fotocopia di un documento d'identità del dichiarante.


L'autocertificazione può sostituire i seguenti certificati anagrafici

 

Quando non è ammessa
Gli unici casi in cui l'autocertificazione non è ammessa sono:

 

Gli uffici pubblici e i gestori di pubblici esercizi non possono rifiutare - pena severe sanzioni - una autocertificazione, nei casi in cui è prevista, nè chiedere certificati riguardanti dati contenuti nell'autocertificazione, e neppure pretendere l'autentica della firma o il pagamento del bollo o di diritti di segreteria.

 

La dichiarazione sostitutiva di atto notorio

Tutti i dati relativi a fatti e qualità personali per cui non è prevista l'autocertificazione possono comunque essere oggetto di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con cui il dichiarante attesta, nell'interesse proprio o di altri, di essere a conoscenza di stati, fatti, qualità personali che lo riguardano o che concernono altre persone (grado di parentela in caso di successione, istanza di condono edilizio, ecc.).
La dichiarazione sostitutiva può essere fatta compilando il modello fornito e non occorre autenticare la firma: basta presentare un documento di identità in corso di validità.
Le dichiarazioni sostitutive di atto notorio sono valide solo se dirette alla pubblica amministrazione.
L'atto notorio, redatto presso un notaio, rimane sempre necessario se deve essere presentato a privati o all'autorità giudiziaria.
Non sono ammesse dichiarazioni sostitutive neppure quando l'atto notorio riguarda manifestazioni di volontà: ad esempio dichiarazione di impegno, rinuncia, affidamento di incarichi ecc. Trattandosi infatti di atti di natura strettamente personale, devono essere sottoscritti presso un notaio e autenticati.

 

Dichiarazione di copia conforme

Anche per partecipare a un concorso pubblico in cui sia prevista la presentazione di titoli e pubblicazioni, si può ricorrere a una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, in cui l'interessato attesta che le copie sono conformi all'originale. La dichiarazione può essere redatta sull'apposito modello fornito opportunamente compilato.